Psicoterapia Individuale

psicoterapia individuale

INFORMAZIONI GENERALI

La psicoterapia individuale comporta un’interazione di due orientamenti: quello esplicativo è quello supportivo.

In relazione ai propri bisogni, e in certi momenti, il paziente necessita di esprimere, di comunicare (mettere in comune) il proprio mondo interiore e i propri problemi consci o inconsci per poter dare un senso alle esperienze personali; in altri casi necessita di supporto o di un “contenimento” dei vissuti che verranno successivamente rielaborati. Dal mio punto di vista la psicoterapia individuale è soprattutto un percorso di autoconoscenza che ha l’obiettivo di aumentare la consapevolezza di se stessi e delle problematiche personali.

IL VALORE DELLA CONSAPEVOLEZZA

Il valore della consapevolezza sta nella capacità di gestire una maggiore vitalità, una complessità vitale più articolata. L’autoconsapevolezza comporta la possibilità di vedere la soluzione ai problemi personali a vari livelli; con essa emerge la direzione di sviluppo che tali problemi indicano cioè il loro significato. L’autoconsapevolezza, in generale, comporta una metamorfosi della coscienza individuale, in altre parole l’emergenza di un nuovo ordine rispetto a quello precedente che ha portato al disagio, alla malattia, al blocco, alla crisi personale, esperienze peraltro necessarie alla crescita psicologica. Secondo Karl Gustav Jung si tratta di un percorso di “Individuazione”, vale a dire un processo di trasformazione personale nella direzione della propria identità profonda, del proprio Sé.

IL PRIMO COLLOQUIO

Sul piano specifico della terapia tale percorso si attua attraverso colloqui individuali della durata di circa 50 minuti nei quali è richiesto il coinvolgimento attivo del paziente. Tali colloqui si inseriscono all’interno di un percorso strutturato che inizia con una prima fase di conoscenza (anamnesi-diagnosi, proposta terapeutica, valutazione da entrambe le parti e decisione di iniziare la terapia) per continuare nel lavoro vero e proprio di rielaborazione delle esperienze e dei vissuti personali portati dal paziente.

Nel primo o nei primi colloqui vengono raccolte le informazioni anamnestiche con un obiettivo diagnostico. Si fa riferimento al DSM IV, che fornisce una sorta di “etichetta orientativa” relativa alla situazione patologica, ma anche ad una diagnosi di tipo dinamico che è basata sulla comprensione dei processi interni al paziente e impliciti nella manifestazione del suo disagio. Si tratta quindi di costruire una rappresentazione di ciò che sta accadendo al paziente nel momento in cui si presenta nello studio di consultazione. L’anamnesi e la diagnosi sono il punto di partenza per la comprensione delle dinamiche psicopatologiche che si manifestano sul piano personale e interpersonale. Questi due piani sono strettamente correlati. L’immagine simbolica di una croce (un asse verticale che interseca un asse orizzontale) ben descrive la correlazione tra il dinamismo interno che influisce sulla rappresentazione del mondo e di se stessi – l’asse verticale – e le concrete relazioni interpersonali nel ambiente esterno circostante – asse orizzontale. Questa intersecazione dei piani potrebbe essere definita con la frase “Le relazioni verticali e orizzontali della crescita”. Lo sviluppo personale dell’uomo necessita infatti di entrambi questi piani.

OBIETTIVI DELLA PSICOTERAPIA INDIVIDUALE

Nella proposta terapeutica vengono delineati gli obiettivi da raggiungere:

  • acquisire la capacità di comprendere i significati inconsci dei sintomi presentati e del proprio comportamento;
  • risolvere il conflitto comprendendo la natura delle difese da specifici desideri sottostanti;
  • migliorare la qualità delle relazioni;
  • rafforzare la coesione del Sé;
  • imparare a scegliere modalità relazionali più mature;
  • adattarsi alle frustrazioni che inevitabilmente la vita comporta, eccetera.

L’approccio ecobiopsicologico comporta una concezione olistica e una conseguente attenzione al paziente da diversi punti di vista. Uno di questi è l’osservazione delle manifestazioni patologiche sul piano del corpo; vengono raccolte informazioni sulle eventuali malattie significative che si sono verificate nell’arco della vita del paziente (la sua “Patobiografia“). Premettendo che nulla capita mai a caso, gli elementi informativi sulla “storia delle malattie” del paziente assume un’importante valore simbolico e pratico da utilizzare nella diagnosi primaria. In altre parole le vicissitudini corporee, psicosomatiche, fanno parte del suo percorso evolutivo e aiutano ad avere una comprensione profonda del suo disagio e del suo percorso di individuazione.

CONCLUSIONE DELLA TERAPIA

La conclusione della terapia avviene nel momento in cui il paziente ha raggiunto gli scopi della stessa: i sintomi iniziali sono scomparsi, diminuiti o migliorati; la valutazione di se stesso o il giudizio su di sé ha subito modificazioni; le relazioni interpersonali sono cambiate; il paziente ritrovato un senso di autonomia, è in grado di conoscere e di esaminare i conflitti autonomamente e infatti ha raggiunto la stabilità del suo funzionamento globale.

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