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Secondo il DSM IV I DISTURBI DI PERSONALITÀ Sono così chiamati perché la sintomatologia, a differenza di quanto accade per altri disturbi, non è limitata a episodi di malattia, ma è un modo abituale di “agire” e “essere” nel mondo, che causa un’alterazione del funzionamento sociale e/o lavorativo.

I tratti di personalità sono modi costanti di percepire, rapportarsi e pensare nei confronti dell’ambiente e di se stessi, che si manifestano in un ampio spettro di contesti sociali e personali. Solo quando questi tratti diventano rigidi e non adattativi e causano una compromissione funzionale significativa o una sofferenza soggettiva, si costituiscono in Disturbi di Personalità (DP).

I disturbi di personalità sono divisi in tre raggruppamenti, basati su analogie descrittive, chiamati cluster:

Cluster A: individui che appaiono strani o eccentrici

  1. Disturbo Paranoide di personalità
  2.  Disturbo Schizoide di personalità
  3.  Disturbo Schizotipico di Personalità

Cluster B: individui che appaiono melodrammatici, emotivi o imprevedibili

  1. Disturbo antisociale di personalità
  2. Disturbo borderline di personalità
  3. Disturbo narcisistico di personalità
  4. Disturbo istrionico di personalità

Cluster C: individui che appaiono ansiosi o paurosi

  1. Disturbo Evitante di Personalità
  2. Disturbo Dipendente di Personalità
  3. Disturbo Ossessivo- Compulsivo di Personalità

Disturbo Paranoide di personalità

 

La caratteristica essenziale del Disturbo Paranoide di Personalità è un quadro pervasivo di sfiducia e sospettosità, tanto che le motivazioni degli altri vengono interpretate come malevole. Questo quadro compare nella prima età adulta, ed è presente in una varietà di contesti.

Gli individui con questo disturbo presumono che gli altri li sfruttino, li danneggino o li ingannino, anche quando non vi sono prove che supportino queste aspettative (Criterio A1). Sospettano, sulla base di prove insignificanti o inesistenti, che gli altri complottino contro di loro e possano attaccarli improvvisamente, in ogni momento e senza alcuna ragione. Spesso sentono di essere stati profondamente ed irreversibilmente ingiuriati da un’altra persona o da persone anche quando non vi sono prove oggettive di ciò. Dubitano, senza una giustificazione, della lealtà e della affidabilità di amici o colleghi, le cui azioni vengono esaminate minuziosamente per evidenziare intenzioni ostili (Criterio A2). Ogni deviazione percepita dalla affidabilità e lealtà serve a supportare le loro supposizioni. Sono talmente stupiti quando un amico o un collega si mostra leale che non possono fidarsi o credergli. Se si trovano nei guai, si aspettano che gli amici e i colleghi li attaccheranno o ignoreranno i loro problemi.

Gli individui con questo disturbo sono riluttanti a confidarsi o a entrare in intimità con gli altri, poiché temono che le informazioni vengano usate contro di loro (Criterio A3). Possono rifiutare di rispondere a domande personali, dicendo che l’informazione non è “affar di nessuno”. Leggono significati nascosti umilianti e minacciosi in rimproveri o altri fatti benevoli (Criterio A4). Per esempio, un individuo con questo disturbo può malinterpretare un onesto errore da parte di un commesso di un negozio come un tentativo deliberato di imbroglio, o può vedere un rimprovero scherzoso casuale da parte di un collaboratore come un grave attacco. I complimenti vengono spesso malinterpretati (per es., un complimento su un nuovo acquisto viene malinterpretato come una critica per il proprio egoismo; un complimento su un talento viene malinterpretato come un tentativo di costringere a prestazioni maggiori e migliori). Possono vedere un’offerta di aiuto come critica al fatto che non stanno facendo abbastanza bene da soli.

Gli individui con questo disturbo provano costantemente del risentimento, e sono incapaci di dimenticare insulti, offese, o ingiurie che pensano di avere ricevuto (Criterio A5). Piccole offese evocano grande ostilità, e i sentimenti ostili persistono per molto tempo. Poiché sono costantemente attenti alle intenzioni nocive degli altri, spesso sentono di essere stati attaccati nel ruolo o nella reputazione, o di essere stati offesi in qualche altro modo. Contrattaccano rapidamente, e reagiscono con rabbia agli insulti percepiti (Criterio A6). Gli individui con questo disturbo possono essere gelosi in modo patologico, spesso sospettano che il coniuge o il partner sessuale sia infedele senza una giustificazione adeguata (Criterio A7). Possono raccogliere “prove” banali o circostanziate per supportare le loro convinzioni di gelosia. Possono pretendere di mantenere un controllo completo delle relazioni intime per evitare di essere traditi, e possono costantemente mettere in discussione e in dubbio i luoghi in cui si trova, le azioni, le intenzioni, e la fedeltà del coniuge o partner.

Criteri diagnostici per Disturbo Paranoide di Personalità 

Diffidenza e sospettosità pervasive nei confronti degli altri (tanto che le loro intenzioni vengono interpretate come malevole), che iniziano nella prima età adulta e sono presenti in una varietà di contesti, come indicato da quattro (o più) dei seguenti elementi:

1)

sospetta, senza una base sufficiente, di essere sfruttato, danneggiato o ingannato

2)

dubita senza giustificazione della lealtà o affidabilità di amici o colleghi

3)

è riluttante a confidarsi con gli altri a causa di un timore ingiustificato che le informazioni possano essere usate contro di lui

4)

scorge significati nascosti umilianti o minacciosi in rimproveri o altri eventi benevoli

5)

porta costantemente rancore, cioè, non perdona gli insulti, le ingiurie o le offese

6)

percepisce attacchi al proprio ruolo o reputazione non evidenti agli altri, ed è pronto a reagire con rabbia o contrattaccare

7)

sospetta in modo ricorrente, senza giustificazione, della fedeltà del coniuge o del partner sessuale.

 


Disturbo Schizoide di personalità

Le caratteristiche essenziali del Disturbo Schizoide di Personalità sono una modalità pervasiva di distacco dalle relazioni sociali e una gamma ristretta di esperienze e di espressioni emotive nei contesti interpersonali. Questa modalità inizia nella prima età adulta ed è presente in una varietà di contesti.

Gli individui con Disturbo Schizoide di Personalità sembrano non desiderare l’intimità, appaiono indifferenti alle opportunità di stabilire relazioni strette, e non sembrano trarre molta soddisfazione dal far parte di una famiglia o di un altro gruppo sociale (Criterio A1). Preferiscono passare il tempo da soli piuttosto che stare con altre persone. Spesso appaiono socialmente isolati o “solitari”, e quasi sempre scelgono attività o passatempi solitari che non implicano l’interazione con gli altri (Criterio A2). Preferiscono compiti meccanici o astratti, come giochi al computer o matematici. Possono avere poco interesse nell’avere esperienze sessuali con un’altra persona (Criterio A3) e provano piacere in poche o nessuna attività (Criterio A4). Vi è di solito una ridotta capacità di provare piacere per esperienze sensoriali, fisiche o interpersonali, come camminare sulla spiaggia al tramonto o fare sesso. Questi individui non hanno amici stretti o confidenti, eccetto talora un parente di primo grado (Criterio A5).

Gli individui con Disturbo Schizoide di Personalità spesso sembrano indifferenti all’approvazione o alle critiche degli altri, e non sembrano essere preoccupati da ciò che gli altri possono pensare di loro (Criterio A6). Possono essere ignari delle sottigliezze dell’interazione sociale, e spesso non rispondono appropriatamente alle condotte sociali cosicché sembrano socialmente inetti o superficiali e assorbiti da se stessi. Possono mostrare un aspetto mite senza reattività emotiva visibile, e raramente ricambiano gesti o espressioni del volto, come sorrisi o cenni del capo (Criterio A7). Affermano di provare raramente forti emozioni come rabbia e gioia. Spesso mostrano un’affettività ristretta, ed appaiono freddi e distaccati. Comunque, in circostanze molto insolite, in cui questi individui si trovino almeno temporaneamente a proprio agio nel rivelare se stessi, possono riconoscere di avere sentimenti dolorosi, particolarmente legati alle interazioni sociali.

Criteri diagnostici per Disturbo Schizoide di Personalità

A.

Una modalità pervasiva di distacco dalle relazioni sociali ed una gamma ristretta di espressioni emotive, in contesti interpersonali, che iniziano nella prima età adulta e sono presenti in una varietà di contesti, come indicato da quattro (o più) dei seguenti elementi:

1)

non desidera né prova piacere nelle relazioni strette, incluso il far parte di una famiglia

2)

quasi sempre sceglie attività solitarie

3)

dimostra poco o nessun interesse per le esperienze sessuali con un’altra persona

4)

prova piacere in poche o nessuna attività

5)

non ha amici stretti o confidenti, eccetto i parenti di primo grado

6)

sembra indifferente alle lodi o alle critiche degli altri

7)

mostra freddezza emotiva, distacco o affettività appiattita.

 


Disturbo Schizotipico di Personalità

 

La caratteristica essenziale del Disturbo Schizotipico di Personalità è un quadro pervasivo di deficit sociali ed interpersonali, accentuati da un disagio acuto, e da una ridotta capacità per le relazioni strette, e da distorsioni ed eccentricità comportamentali. Questa modalità inizia nella prima età adulta ed è presente in una varietà di contesti.

Gli individui con Disturbo Schizotipico di Personalità spesso hanno idee di riferimento (cioè, interpretazioni scorrette di avvenimenti casuali e di eventi esterni come se avessero un significato particolare ed insolito specificatamente per la persona) (Criterio A1). Queste dovrebbero essere distinte dai deliri di riferimento, in cui le opinioni sono sostenute da una convinzione delirante. Questi individui possono essere superstiziosi, o preoccupati da fenomeni paranormali al di fuori delle norme della loro cultura (Criterio A2). Possono sentire di avere il potere speciale di intuire gli eventi prima che avvengano, o di leggere i pensieri degli altri. Possono credere di avere un controllo magico sugli altri, che può essere esercitato direttamente (per es., credendo che il fatto che il coniuge porti fuori il cane per una passeggiata sia il risultato diretto dell’aver pensato un’ora prima che ciò dovesse accadere) o indirettamente, attraverso il compimento di rituali magici (per es., oltrepassare un certo oggetto tre volte per evitare una conseguenza spiacevole). Possono essere presenti alterazioni percettive (per es., sentire la presenza di un’altra persona, o sentire una voce che mormora il proprio nome) (Criterio A3). Il loro eloquio può includere frasi e costruzioni insolite o idiosincrasiche. È spesso allentato, digressivo o vago, ma senza veri deragliamenti o incoerenze (Criterio A4). Le risposte possono essere eccessivamente concrete o eccessivamente astratte e parole e concetti vengono talvolta applicati in modo insolito (per es., la persona può affermare di non essere stato “parlabile” al lavoro).

Gli individui con questo disturbo sono spesso sospettosi, e possono avere ideazione paranoide (per es., credere che i loro colleghi di lavoro siano intenti a distruggere la loro reputazione con il principale) (Criterio A5). Di solito non sono capaci di utilizzare l’intera gamma di affetti e di condotte interpersonali necessarie per riuscire nelle relazioni interpersonali, e quindi spesso sembrano interagire con gli altri in modo inappropriato, rigido o limitato (Criterio A6). Questi individui sono spesso considerati strani o eccentrici a causa di insoliti manierismi, di un modo di vestire spesso trasandato, non coordinato, e di una disattenzione per le convenzioni sociali (per es., la persona può evitare il contatto visivo, indossare abiti macchiati di inchiostro e sgraziati, ed essere incapace di unirsi al battibeccare ironico dei colleghi) (Criterio A7).

Gli individui con Disturbo Schizotipico di Personalità vivono come problematico l’avere a che fare con gli altri, e come disagevole mettersi in relazione con altre persone. Sebbene possano esprimere infelicità per la mancanza di relazioni, il loro comportamento suggerisce che vi sia un desiderio ridotto di contatti intimi. Come risultato, di solito hanno pochi o nessun amico intimo o confidenti oltre a un familiare di primo grado (Criterio A8). Nelle situazioni sociali, particolarmente quelle che coinvolgono persone non familiari, sono ansiosi (Criterio A9). Interagiscono con le altre persone quando devono farlo, ma preferiscono stare per conto loro, poiché sentono di essere diversi, e proprio non si “inseriscono”. La loro ansia sociale non si riduce facilmente, anche quando passano molto tempo nell’ambiente o acquistano maggiore familiarità con le altre persone, poiché la loro ansia tende ad associarsi con la sospettosità sulle intenzioni degli altri. Per esempio, quando partecipa ad una cena, l’individuo con Disturbo Schizotipico di Personalità non si rilasserà con il passare del tempo, ma piuttosto diventerà progressivamente più teso e sospettoso.

Criteri diagnostici per Disturbo Schizotipico di Personalità

A.

Una modalità pervasiva di relazioni sociali ed interpersonali deficitarie, evidenziate da disagio acuto e ridotta capacità riguardanti le relazioni strette, e da distorsioni cognitive e percettive ed eccentricità del comportamento, che compaiono nella prima età adulta, e sono presenti in una varietà di contesti, come indicato da cinque (o più) dei seguenti elementi:

1)

idee di riferimento (escludendo i deliri di riferimento)

2)

credenze strane o pensiero magico, che influenzano il comportamento, e sono in contrasto con le norme subculturali (per es., superstizione, credere nella chiaroveggenza, nella telepatia o nel “sesto senso”; nei bambini e adolescenti fantasie e pensieri bizzarri)

3)

esperienze percettive insolite, incluse illusioni corporee

4)

pensiero e linguaggio strani (per es., vago, circostanziato, metaforico, iperelaborato o stereotipato)

5)

sospettosità o ideazione paranoide

6)

affettività inappropriata o coartata

7)

comportamento o aspetto strani, eccentrici, o peculiari

8)

nessun amico stretto o confidente, eccetto i parenti di primo grado

9)

eccessiva ansia sociale, che non diminuisce con l’aumento della familiarità, e tende ad essere associata con preoccupazioni paranoidi piuttosto che con un giudizio negativo di sé.

 

 

 

Disturbo Antisociale di Personalità

La caratteristica essenziale del Disturbo Antisociale di Personalità è un quadro pervasivo di inosservanza e di violazione dei diritti degli altri, che si manifesta nella fanciullezza o nella prima adolescenza, e continua nell’età adulta.

Questa modalità è stata anche denominata psicopatia, sociopatia o disturbo “dissociale” di personalità. Poiché la disonestà e la manipolazione sono caratteristiche centrali del Disturbo Antisociale di Personalità, può essere particolarmente utile integrare le informazioni acquisite dalla valutazione clinica sistematica con le informazioni raccolte da fonti collaterali.

La modalità di comportamento antisociale continua nell’età adulta. Gli individui con il Disturbo Antisociale di Personalità non riescono a conformarsi alle norme sociali secondo un comportamento legale (Criterio A1). Possono compiere ripetutamente atti passibili di arresto (che vengano arrestati o meno), come distruggere proprietà, molestare gli altri, rubare o svolgere attività illegali. Le persone con questo disturbo non rispettano i desideri, i diritti o i sentimenti degli altri. Sono frequentemente disonesti e manipolativi per trarre profitto o piacere personale (per es., per ottenere denaro, sesso, o potere) (Criterio A2). Possono ripetutamente mentire, usare false identità, truffare o simulare. L’impulsività può manifestarsi con l’incapacità di pianificare il futuro (Criterio A3). Le decisioni vengono prese sotto l’impulso del momento, senza previdenza, e senza considerazione delle conseguenze per sé e per gli altri; questo può determinare cambiamenti improvvisi di lavoro, di residenza, o di relazioni. Gli individui con Disturbo Antisociale di Personalità tendono ad essere irritabili ed aggressivi, e possono essere coinvolti ripetutamente in scontri fisici o commettere aggressioni fisiche (incluso picchiare il coniuge o i figli) (Criterio A4). Le azioni aggressive richieste per difendere sé o gli altri non sono considerati in questo item. Questi individui mostrano anche di non curarsi della sicurezza propria o degli altri (Criterio A5). Questo può essere evidenziato dal loro modo di guidare (ricorrenti eccessi di velocità, guidare in stato di intossicazione, incidenti multipli). Possono coinvolgersi in comportamenti sessuali o in uso di sostanze con elevato rischio di conseguenze dannose. Possono ignorare o non curarsi di un figlio, in modo tale da mettere il bambino in pericolo.

Gli individui con Disturbo Antisociale di Personalità tendono anche ad essere spesso estremamente irresponsabili (Criterio A6). Un comportamento lavorativo irresponsabile può essere indicato da periodi significativi di disoccupazione nonostante la disponibilità di opportunità di lavoro, o dall’abbandono di molti lavori senza un piano realistico per ottenere un altro lavoro. Può essere presente anche una situazione di assenze ripetute dal lavoro non giustificate da malattie proprie o dei familiari. L’irresponsabilità finanziaria è indicata da azioni quali inadempienza ai debiti, incapacità di provvedere al supporto dei figli, o incapacità di supportare altre figure dipendenti in modo regolare. Gli individui con Disturbo Antisociale di Personalità mostrano scarso rimorso per le conseguenze delle proprie azioni (Criterio A7). Possono essere indifferenti, o fornire una razionalizzazione superficiale dopo avere fatto del male, maltrattato o derubato qualcuno (per es., “la vita è ingiusta”, “i perdenti meritano di perdere”, “doveva accadergli”). Questi individui possono biasimare le vittime per essere pazzi, senza risorse, o perché meritano il loro destino; possono minimizzare le conseguenze dannose delle proprie azioni; o possono semplicemente mostrare completa indifferenza. Generalmente sono incapaci di scusarsi o di riparare al loro comportamento. Possono credere che ognuno si debba sacrificare per “aiutare il numero uno”, e che non ci si dovrebbe fermare di fronte a niente per evitare di essere sottomessi.

Criteri diagnostici per Disturbo Antisociale di Personalità

A.

Un quadro pervasivo di inosservanza e di violazione dei diritti degli altri, che si manifesta fin dall’età di 15 anni, come indicato da tre (o più) dei seguenti elementi:

1)

incapacità di conformarsi alle norme sociali per ciò che concerne il comportamento legale, come indicato dal ripetersi di condotte suscettibili di arresto

2)

disonestà, come indicato dal mentire, usare falsi nomi, o truffare gli altri ripetutamente, per profitto o per piacere personale

3)

impulsività o incapacità di pianificare

4)

irritabilità e aggressività, come indicato da scontri o assalti fisici ripetuti

5)

inosservanza spericolata della sicurezza propria e degli altri

6)

irresponsabilità abituale, come indicato dalla ripetuta incapacità di sostenere una attività lavorativa continuativa, o di far fronte ad obblighi finanziari

7)

mancanza di rimorso, come indicato dall’essere indifferenti o dal razionalizzare dopo avere danneggiato, maltrattato o derubato un altro

B.

L’individuo ha almeno 18 anni.

C.

Presenza di un Disturbo della Condotta con esordio prima dei 15 anni di età.

D.

Il comportamento antisociale non si manifesta esclusivamente durante il decorso della Schizofrenia o di un Episodio Maniacale.


Disturbo Borderline di Personalità

Le caratteristiche essenziali del Disturbo Borderline di Personalità sono una modalità pervasiva di instabilità delle relazioni interpersonali, dell’autostima e dell’umore, e una marcata impulsività, che iniziano nella prima età adulta e sono presenti in una varietà di contesti.

Gli individui con Disturbo Borderline di Personalità compiono sforzi disperati per evitare abbandoni reali o immaginati (Criterio 1). La percezione della separazione o del rifiuto imminenti, o la perdita di qualche strutturazione esterna, possono portare ad alterazioni profonde dell’immagine di sé, dell’umore, della cognitività e del comportamento.

Questi individui sono molto sensibili alle circostanze ambientali. Provano intensi timori di abbandono e rabbia inappropriata anche quando si trovano ad affrontare separazioni reali limitate nel tempo o quando intervengono cambiamenti di progetti inevitabili (per es., disperazione improvvisa come reazione all’annuncio del clinico del termine dell’ora del colloquio; panico o furore quando qualcuno per loro importante è in ritardo di pochi minuti o deve disdire un appuntamento). Possono credere che questo “abbandono” implichi che essi sono “cattivi”. Questi timori di abbandono sono correlati ad un’intolleranza a stare soli, e ad una necessità di avere persone con loro. I loro sforzi disperati per evitare l’abbandono possono includere azioni impulsive, come comportamenti automutilanti o suicidari, che vengono descritti separatamente nel Criterio 5.

Gli individui con Disturbo Borderline di Personalità hanno una modalità di relazione instabile e intensa (Criterio 2). Possono idealizzare protettori o amanti potenziali al primo o secondo incontro, chiedere di trascorrere molto tempo insieme, e condividere i dettagli più intimi all’inizio di una relazione. Comunque possono passare rapidamente dall’idealizzare allo svalutare le altre persone, sentire che l’altra persona non si occupa abbastanza di loro, non dà abbastanza, non è abbastanza “presente”.

Questi individui empatizzano con gli altri e li coccolano, ma solo con l’aspettativa che gli altri saranno “presenti” a loro volta per soddisfare le loro necessità. Sono inclini a cambiamenti improvvisi e drammatici della loro visione degli altri, che possono essere visti alternativamente come supporti benefici o come crudelmente punitivi. Tali variazioni spesso riflettono la disillusione nei confronti di un curante, le cui qualità di accudimento sono state idealizzate, o da parte del quale ci si aspetta il rifiuto o l’abbandono.

Può esservi un disturbo dell’identità caratterizzato da un’immagine di sé o da una percezione di sé marcatamente e persistentemente instabile (Criterio 3). Vi sono variazioni improvvise e drammatiche dell’immagine di sé, caratterizzate da cambiamenti di obbiettivi, di valori e di aspirazioni. Possono esservi improvvisi cambiamenti di opinioni e di progetti a proposito della carriera, dell’identità sessuale, dei valori e dei tipi di amici.

Questi individui possono improvvisamente passare dal ruolo di supplice, bisognoso di aiuto, a quello di giusto vendicatore di un maltrattamento precedente. Sebbene abbiano di solito un’immagine di sé che si basa sull’essere cattivi o dannosi, gli individui con questo disturbo possono talvolta sentire di non esistere affatto. Tali esperienze solitamente si manifestano in situazioni in cui l’individuo percepisce la mancanza di una relazione significativa, di accudimento e supporto. Possono mostrare prestazioni peggiori nel lavoro non strutturato e in situazioni scolastiche.

Gli individui con questo disturbo manifestano impulsività in almeno due aree potenzialmente dannose per sé (Criterio 4). Possono giocare d’azzardo, spendere soldi in modo irresponsabile, fare abbuffate, abusare di sostanze, coinvolgersi in rapporti sessuali non sicuri, o guidare spericolatamente.

Gli individui con il Disturbo Borderline di Personalità manifestano ricorrenti comportamenti, gesti o minacce suicidari, o comportamento automutilante (Criterio 5). Il suicidio riuscito si verifica nell’8-10% di tali individui, e i gesti automutilanti (per es., tagliarsi o bruciarsi) e le minacce e i tentativi di suicidio sono molto comuni. La tendenza ricorrente al suicidio è spesso la ragione per cui questi individui chiedono aiuto. Le azioni autodistruttive sono di solito precipitate da minacce di separazione o di rifiuto, o dall’aspettativa di assumere maggiori responsabilità. L’automutilazione può verificarsi durante esperienze dissociative, e spesso porta sollievo, riaffermando la capacità di sentire o di espiare la sensazione dell’individuo di essere cattivo.

Gli individui con Disturbo Borderline di Personalità possono manifestare instabilità affettiva dovuta ad una marcata instabilità dell’umore (per es., intensa disforia, irritabilità o ansia episodica, che di solito durano poche ore e solo raramente più di pochi giorni) (Criterio 6). L’umore disforico di base di chi è affetto da Disturbo Borderline di Personalità è spesso spezzato da periodi di rabbia, panico o disperazione, ed è raramente sollevato da periodi di benessere o soddisfazione. Questi episodi possono riflettere l’estrema reattività dell’individuo al disagio interpersonale.

Gli individui con Disturbo Borderline di Personalità possono essere afflitti da sentimenti cronici di vuoto (Criterio 7). Facilmente annoiati, possono costantemente ricercare qualcosa da fare. Gli individui con Disturbo Borderline di Personalità frequentemente esprimono rabbia inappropriata ed intensa, o hanno difficoltà a controllare la propria rabbia (Criterio 8). Possono manifestare estremo sarcasmo, amarezza costante o esplosioni verbali. La rabbia è spesso suscitata dal vedere un curante o un amante come disattento, rifiutante, poco dedito, o abbandonante. Tali espressioni di rabbia sono spesso seguite da vergogna e colpa, e contribuiscono alla sensazione di essere cattivi. Durante i periodi di stress estremo, possono manifestarsi ideazione paranoide o sintomi dissociativi transitori (per es., depersonalizzazione) (Criterio 9), ma questi sono generalmente di gravità o durata insufficienti a giustificare una diagnosi addizionale. Questi episodi si manifestano più frequentemente in risposta ad un abbandono reale o immaginato. I sintomi tendono ad essere transitori, durano pochi minuti o ore. Il ritorno reale o percepito della funzione di accudimento da parte della figura accudente possono determinare una remissione dei sintomi.

Criteri diagnostici per Disturbo Borderline di Personalità

A.

Una modalità pervasiva di instabilità delle relazioni interpersonali, dell’immagine di sé e dell’umore e una marcata impulsività, comparse nella prima età adulta e presenti in vari contesti, come indicato da cinque (o più) dei seguenti elementi:

1)

sforzi disperati di evitare un reale o immaginario abbandono. Nota Non includere i comportamenti suicidari o automutilanti considerati nel Criterio 5.

2)

un quadro di relazioni interpersonali instabili e intense, caratterizzate dall’alternanza tra gli estremi di iperidealizzazione e svalutazione.

3)

alterazione dell’identità: immagine di sé e percezione di sé marcatamente e persistentemente instabili

4)

impulsività in almeno due aree che sono potenzialmente dannose per il soggetto, quali spendere, sesso, abuso di sostanze, guida spericolata, abbuffate).Nota Non includere i comportamenti suicidari o automutilanti considerati nel Criterio 5.

5)

ricorrenti minacce, gesti, comportamenti suicidari, o comportamento automutilante.

6)

instabilità affettiva dovuta a una marcata reattività dell’umore (per es., episodica intensa disforia, irritabilità o ansia, che di solito durano poche ore, e soltanto raramente più di pochi giorni)

7)

sentimenti cronici di vuoto

8)

rabbia immotivata e intensa o difficoltà a controllare la rabbia (per es., frequenti accessi di ira o rabbia costante, ricorrenti scontri fisici)

9)

ideazione paranoide, o gravi sintomi dissociativi transitori, legati allo stress.



Disturbo Istrionico di Personalità

Le caratteristiche essenziali del Disturbo Istrionico di Personalità sono un’emotività pervasiva ed eccessiva e un comportamento di ricerca di attenzione. Questo quadro compare entro la prima età adulta ed è presente in una varietà di contesti.

Gli individui con Disturbo Istrionico di Personalità si sentono a disagio o non apprezzati quando non sono al centro dell’attenzione (Criterio 1). Spesso brillanti e drammatici, tendono ad attirare l’attenzione, e possono inizialmente affascinare le nuove conoscenze per il loro entusiasmo, apparente apertura o seduttività. Queste qualità tendono ad indebolirsi, comunque, poiché questi individui richiedono continuamente di essere al centro dell’attenzione. Essi si accaparrano il ruolo di “protagonista della festa”. Se non sono al centro dell’attenzione, possono mettere in atto qualcosa di drammatico (per es., inventare delle storie, creare una scena) per attrarre l’attenzione su di loro. Questa necessità è spesso evidente nel loro comportamento con un clinico (per es., adulazione, regali, fornire descrizioni drammatiche dei sintomi fisici e psicologici che vengono sostituiti da nuovi sintomi ad ogni visita).

L’aspetto e il comportamento degli individui con questo disturbo sono spesso inappropriatamente provocanti o seduttivi dal punto di vista sessuale (Criterio 2). Questo comportamento non è diretto soltanto nei confronti di persone per cui l’individuo ha un interesse sessuale o sentimentale, ma si manifesta in una grande varietà di relazioni sociali, lavorative e professionali, al di là di quanto sia appropriato dato il contesto sociale. L’espressione emotiva può essere superficiale e rapidamente mutevole (Criterio 3). Gli individui con questo disturbo costantemente utilizzano l’aspetto fisico per attrarre l’attenzione (Criterio 4). Sono eccessivamente preoccupati di impressionare gli altri per il loro aspetto, e spendono un’eccessiva quantità di tempo, energia e denaro per gli abiti e per le cure personali. Possono “andare in cerca di complimenti” per il loro aspetto, ed essere facilmente ed eccessivamente turbati da un commento critico per come appaiono o da una fotografia che considerano non adulatoria.

Questi individui hanno un eloquio eccessivamente impressionistico e privo di dettagli (Criterio 5). Convincenti opinioni vengono espresse con acume, ma le ragioni sottostanti sono di solito vaghe e generiche, senza fatti e dettagli di supporto. Per esempio, un individuo con Disturbo Istrionico di Personalità può commentare che una certa persona sia un essere umano meraviglioso, ma è incapace di fornire esempi specifici di qualità positive che supportino questa opinione. Gli individui con questo disturbo sono caratterizzati da autodrammatizzazione, teatralità ed espressione esagerata delle emozioni (Criterio 6). Possono imbarazzare amici e conoscenti per una manifestazione pubblica eccessiva delle emozioni (per es., abbracciare con ardore eccessivo conoscenze casuali, piangere in modo incontrollabile per eventi sentimentali minimi, o avere crisi disforiche). Comunque, le loro emozioni spesso sembrano accendersi e spegnersi troppo rapidamente per essere vissute in modo profondo, cosa che può portare gli altri ad accusare l’individuo di simulare questi sentimenti.

Gli individui con Disturbo Istrionico di Personalità hanno un elevato grado di suggestionabilità (Criterio 7). Le loro opinioni e sentimenti vengono facilmente influenzati dagli altri e da momentanei entusiasmi. Possono essere eccessivamente fiduciosi, specialmente nei confronti di figure con forte autorità, a cui attribuiscono la risoluzione magica dei loro problemi. Tendono a seguire le impressioni e ad adottare rapidamente convinzioni. Gli individui con questo disturbo spesso considerano le relazioni più intime di quanto non siano in realtà, descrivendo quasi ogni conoscente come “mio caro, caro amico”, o riferendosi a medici incontrati una o due volte in circostanze professionali per nome di battesimo (Criterio 8). Sono comuni voli romantici della fantasia.

Criteri diagnostici per Disturbo Istrionico di Personalità

A.

Un quadro pervasivo di emotività eccessiva e di ricerca di attenzione, che compare entro la prima età adulta ed è presente in una varietà di contesti, come indicato da cinque (o più) dei seguenti elementi:

1)

è a disagio in situazioni nelle quali non è al centro dell’attenzione

2)

l’interazione con gli altri è spesso caratterizzata da comportamento sessualmente seducente o provocante

3)

manifesta un’espressione delle emozioni rapidamente mutevole e superficiale

4)

costantemente utilizza l’aspetto fisico per attirare l’attenzione su di sé

5)

lo stile dell’eloquio è eccessivamente impressionistico e privo di dettagli

6)

mostra autodrammatizzazione, teatralità, ed espressione esagerata delle emozioni

7)

è suggestionabile, cioè, facilmente influenzato dagli altri e dalle circostanze

8)

considera le relazioni più intime di quanto non siano realmente.

 


Disturbo Narcisistico di Personalità

La caratteristica essenziale del Disturbo Narcisistico di Personalità è un quadro pervasivo di grandiosità, necessità di ammirazione, e mancanza di empatia, che comincia entro la prima età adulta ed è presente in una varietà di contesti.

Gli individui con questo disturbo hanno un senso grandioso di autostima (Criterio 1). Essi abitualmente sovrastimano le proprie capacità, ed esagerano i propri talenti, apparendo spesso vanagloriosi e presuntuosi. Possono spensieratamente presumere che gli altri attribuiscano lo stesso valore ai loro sforzi, e possono risultare sorpresi quando non giungono le lodi che si aspettano e che sentono di meritare. Spesso nel giudizio esagerato dei propri talenti è implicita una sottostima (svalutazione) dei contributi di altri. Sono spesso assorbiti da fantasie di illimitati successo, potere, vivacità, bellezza, o di amore ideale (Criterio 2). Possono rimuginare sul “ritardo” di ammirazione e privilegi, e paragonarsi favorevolmente con persone famose o privilegiate.

Gli individui con Disturbo Narcisistico di Personalità credono di essere superiori, speciali o unici, e si aspettano che gli altri li riconoscano come tali (Criterio 3). Possono pensare di dover frequentare o di sentirsi capiti solo da persone speciali o di condizione sociale elevata, e possono attribuire qualità di “unico”, “perfetto”, o “dotato” a coloro che frequentano. Gli individui con questo disturbo credono che le loro necessità siano speciali e al di fuori della comprensione delle persone ordinarie. La loro autostima viene aumentata (cioè, “rispecchiata”) dal valore idealizzato che attribuiscono a coloro che frequentano. Sono inclini ad insistere per avere soltanto le persone più importanti (medico, avvocato, parrucchiere, istruttore), ad affiliarsi alle “migliori” istituzioni, ma possono svalutare le credenziali di chi li delude.

Gli individui con questo disturbo generalmente richiedono eccessiva ammirazione (Criterio 4). La loro autostima è quasi invariabilmente molto fragile. Possono preoccuparsi di quanto si stiano comportando bene e di quanto vengano giudicati favorevolmente dagli altri. Questo spesso si trasforma nella necessità di costante attenzione e ammirazione. Possono aspettarsi che il loro arrivo venga accolto con grandi feste, e sono stupiti se gli altri non bramano ciò che essi possiedono. Possono costantemente ricercare complimenti, spesso con grande fascino. È evidente un senso di diritto, nelle aspettative di questi individui, di trattamenti speciali (Criterio 5). Si aspettano di venire soddisfatti, e quando questo non accade sono sconcertati e furiosi. Per esempio, possono presumere di non dover aspettare in coda, e che le loro priorità siano così importanti che gli altri dovrebbero sottomettersi, e quindi si irritano quando gli altri non li assistono “nel loro lavoro molto importante”. Questo senso di diritto insieme alla mancanza di sensibilità per i desideri e le necessità degli altri possono sfociare nello sfruttamento degli altri cosciente o involontario (Criterio 6). Si aspettano che venga loro data qualsiasi cosa vogliono, o di cui sentono di avere bisogno. Per esempio, questi individui possono aspettarsi grande dedizione dagli altri, e possono abusarne senza riguardo per le conseguenze sulle loro vite. Tendono a formare amicizie o relazioni sentimentali solo se sembra che l’altra persona possa favorire i loro propositi, o altrimenti se ciò aumenta la loro autostima. Spesso usurpano privilegi speciali e risorse straordinarie che credono di meritare perché sono così speciali.

Gli individui con Disturbo Narcisistico di Personalità generalmente mancano di empatia, e hanno difficoltà a riconoscere i desideri, le esperienze soggettive e i sentimenti degli altri (Criterio 7). Possono presumere che gli altri siano totalmente assorbiti dal loro benessere. Tendono a discutere le proprie preoccupazioni con dettagli inappropriati e prolissi, mentre sono incapaci di riconoscere che anche gli altri hanno sentimenti e necessità. Sono spesso sprezzanti e impazienti con altri che parlano dei propri problemi e preoccupazioni. Questi individui possono essere incuranti del dolore che possono infliggere le loro osservazioni (per es., dire in modo esuberante ad un precedente amante “sto vivendo la storia della mia vita!”; gloriarsi della propria salute di fronte a chi è malato). Quando vengono riconosciuti, i bisogni, i desideri o i sentimenti degli altri possono essere visti in modo denigratorio, come segni di debolezza o vulnerabilità. Chi si pone in relazione con gli individui con Disturbo Narcisistico di Personalità tipicamente trova freddezza emotiva e mancanza di interesse reciproco.

Questi individui sono spesso invidiosi degli altri, o credono che gli altri siano invidiosi di loro (Criterio 8). Possono invidiare agli altri successi e proprietà, sentendo di meritare di più quei risultati, ammirazione o privilegi. Possono svalutare aspramente i contributi di altri, particolarmente quando quegli individui hanno ricevuto riconoscimento o lode per i loro successi. Comportamenti arroganti e superbi caratterizzano questi individui. Spesso manifestano un atteggiamento snob, sdegnoso, o condiscendente (Criterio 9). Per esempio, un individuo con questo disturbo può lamentarsi della “scortesia” o “stupidità” di un cameriere maldestro, o concludere una visita medica con una valutazione condiscendente del medico.

Criteri diagnostici per
Disturbo Narcisistico di Personalità

A.

Un quadro pervasivo di grandiosità (nella fantasia o nel comportamento), necessità di ammirazione e mancanza di empatia, che compare entro la prima età adulta ed è presente in una varietà di contesti, come indicato da cinque (o più) dei seguenti elementi:

1)

ha un senso grandioso di importanza (per es., esagera risultati e talenti, si aspetta di essere notato come superiore senza una adeguata motivazione)

2)

è assorbito da fantasie di illimitati successo, potere, fascino, bellezza, e di amore ideale

3)

crede di essere “speciale” e unico, e di dover frequentare e poter essere capito solo da altre persone (o istituzioni) speciali o di classe elevata

4)

richiede eccessiva ammirazione

5)

ha la sensazione che tutto gli sia dovuto, cioè, la irragionevole aspettativa di trattamenti di favore o di soddisfazione immediata delle proprie aspettative

6)

sfruttamento interpersonale, cioè, si approfitta degli altri per i propri scopi

7)

manca di empatia: è incapace di riconoscere o di identificarsi con i sentimenti e le necessità degli altri

8)

è spesso invidioso degli altri, o crede che gli altri lo invidino

9)

mostra comportamenti o atteggiamenti arroganti e presuntuosi.

 


 

Personalità istrionica (isterica) 

I soggetti con questo disturbo di personalità ricercano in modo accentuato l'attenzione, sono manierati e teatrali. Le loro espressioni emotive spesso appaiono esagerate, infantili e superficiali e, come altri comportamenti teatrali, spesso evocano un'attenzione di tipo empatico o erotico negli altri. Le relazioni, quindi, vengono spesso allacciate con facilità, ma tendono a essere superficiali e transitorie. Queste persone possono associare degli atteggiamenti sessuali provocanti o un'erotizzazione delle relazioni non sessuali, a inibizioni e insoddisfazioni sessuali sorprendenti. Sotto i loro comportamenti sessualmente seduttivi e sotto la tendenza a esagerare i problemi somatici (cioè l'ipocondria) spesso si nascondono desideri più profondi di dipendenza e protezione.


Criteri diagnostici per Disturbo Istrionico di Personalità

 

A.

Un quadro pervasivo di emotività eccessiva e di ricerca di attenzione, che compare entro la prima età adulta ed è presente in una varietà di contesti, come indicato da cinque (o più) dei seguenti elementi:

1)

è a disagio in situazioni nelle quali non è al centro dell’attenzione

2)

l’interazione con gli altri è spesso caratterizzata da comportamento sessualmente seducente o provocante

3)

manifesta un’espressione delle emozioni rapidamente mutevole e superficiale

4)

costantemente utilizza l’aspetto fisico per attirare l’attenzione su di sé

5)

lo stile dell’eloquio è eccessivamente impressionistico e privo di dettagli

6)

mostra autodrammatizzazione, teatralità, ed espressione esagerata delle emozioni

7)

è suggestionabile, cioè, facilmente influenzato dagli altri e dalle circostanze

8)

considera le relazioni più intime di quanto non siano realmente.

 



Personalità dipendente

Le persone con questo disturbo affidano la responsabilità degli aspetti principali delle proprie vite agli altri, e consentono che i bisogni di coloro da cui dipendono abbiano il sopravvento sui propri. Mancano di fiducia in se stessi e hanno una grande insicurezza circa la propria capacità di provvedere a sé stessi. Spesso reclamano di non poter prendere decisioni e di non sapere cosa fare e come farlo. Questo comportamento è dovuto in parte alla convinzione che gli altri siano più capaci e in parte alla riluttanza a esprimere le proprie opinioni per paura di offendere con la loro aggressività le persone di cui hanno bisogno (cioè una forma di aggressività verso se stessi). La dipendenza è presente in altri disturbi di personalità dove può essere nascosta da problemi comportamentali manifesti; p. es., i comportamenti istrionici o borderline nascondono una dipendenza soggiacente.

Criteri diagnostici per Disturbo Dipendente di Personalità

A.

Una situazione pervasiva ed eccessiva di necessità di essere accuditi, che determina comportamento sottomesso e dipendente e timore della separazione, che compare nella prima età adulta ed è presente in una varietà di contesti, come indicato da cinque (o più) dei seguenti elementi:

1)

ha difficoltà a prendere le decisioni quotidiane senza richiedere una eccessiva quantità di consigli e rassicurazioni

2)

ha bisogno che altri si assumano le responsabilità per la maggior parte dei settori della sua vita

3)

ha difficoltà ad esprimere disaccordo verso gli altri per il timore di perdere supporto o approvazione. Nota Non includere timori realistici di punizioni

4)

ha difficoltà ad iniziare progetti o a fare cose autonomamente (per una mancanza di fiducia nel proprio giudizio o nelle proprie capacità piuttosto che per mancanza di motivazione o di energia)

5)

può giungere a qualsiasi cosa pur di ottenere accudimento e supporto da altri, fino al punto di offrirsi per compiti spiacevoli

6)

si sente a disagio o indifeso quando è solo per timori esagerati di essere incapace di provvedere a se stesso

7)

quando termina una relazione stretta, ricerca urgentemente un’altra relazione come fonte di accudimento e di supporto

8)

si preoccupa in modo non realistico di essere lasciato a provvedere a se stesso.




 

Personalità evitante

Le persone con questo disturbo di personalità sono ipersensibili al rifiuto e hanno paura di intraprendere nuove relazioni o altre novità, perché possono fallire o restarne delusi. Questo disturbo di personalità è una variante di spettro della fobia sociale generalizzata. A causa del proprio intenso desiderio conscio di affetto e di essere accettati, le persone con un disturbo di evitamento di personalità, a differenza di quelle con un disturbo di personalità schizoide, soffrono in modo evidente a causa del proprio isolamento e per l'incapacità di relazionarsi in modo soddisfacente con gli altri. A differenza dei soggetti con un disturbo di personalità borderline, rispondono al rifiuto con il ritiro, non con gli accessi d'ira. I soggetti con un disturbo di evitamento di personalità rispondono in maniera incompleta o scarsa ai farmaci ansiolitici.


Criteri diagnostici per Disturbo Evitante di Personalità

A.

Un quadro pervasivo di inibizione sociale, sentimenti di inadeguatezza, e ipersensibilità al giudizio negativo, che compare entro la prima età adulta, ed è presente in una varietà di contesti, come indicato da quattro (o più) dei seguenti elementi:

1)

evita attività lavorative che implicano un significativo contatto interpersonale, poiché teme di essere criticato, disapprovato, o rifiutato

2)

è riluttante nell’entrare in relazione con persone, a meno che non sia certo di piacere

3)

è inibito nelle relazioni intime per il timore di essere umiliato o ridicolizzato

4)

si preoccupa di essere criticato o rifiutato in situazioni sociali

5)

è inibito in situazioni interpersonali nuove per sentimenti di inadeguatezza

6)

si vede come socialmente inetto, personalmente non attraente, o inferiore agli altri

7)

è insolitamente riluttante ad assumere rischi personali o ad ingaggiarsi in qualsiasi nuova attività, poiché questo può rivelarsi imbarazzante.



Personalità ossessivo-compulsiva

Le persone con questo disturbo di personalità sono coscienziose, ordinate e affidabili, ma la loro rigidità spesso le rende incapaci di adattarsi ai cambiamenti. Poiché sono prudenti e soppesano tutti gli aspetti di un problema, possono avere difficoltà nel prendere decisioni. Prendono sul serio le responsabilità ma, poiché odiano gli errori e l'incompletezza, possono perdersi nei dettagli e dimenticare lo scopo dei propri compiti o avere problemi a portarli a termine. Come risultato, le responsabilità provocano ansia ed essi sono raramente soddisfatti dei propri successi.

La maggior parte dei tratti ossessivo-compulsivi è di carattere adattativo e, finché non sono troppo marcati, le persone con tali tratti ottengono risultati degni di nota, specialmente nel campo scientifico e in altri campi accademici in cui sono necessari ordine, perfezionismo e perseveranza. Tuttavia, possono sentirsi a disagio con ciò che coinvolge i sentimenti, le relazioni interpersonali e le situazioni di cui non hanno il controllo, in cui devono affidarsi agli altri o in cui gli eventi sono imprevedibili.


Criteri diagnostici per
Disturbo Ossessivo-Compulsivo di Personalità

A.

Un quadro pervasivo di preoccupazione per l’ordine, perfezionismo, e controllo mentale e interpersonale, a spese di flessibilità, apertura ed efficienza, che compare entro la prima età adulta ed è presente in una varietà di contesti, come indicato da quattro (o più) dei seguenti elementi:

1)

attenzione per i dettagli, le regole, le liste, l’ordine, l’organizzazione o gli schemi, al punto che va perduto lo scopo principale dell’attività

2)

mostra un perfezionismo che interferisce con il completamento dei compiti (per es., è incapace di completare un progetto perché non risultano soddisfatti i suoi standard oltremodo rigidi)

3)

eccessiva dedizione al lavoro e alla produttività, fino all’esclusione delle attività di svago e delle amicizie

4)

esageratamente coscienzioso, scrupoloso, inflessibile in tema di moralità, etica o valori (non giustificato dall’appartenenza culturale o religiosa)

5)

è incapace di gettare via oggetti consumati o di nessun valore, anche quando non hanno alcun significato affettivo

6)

è riluttante a delegare compiti o a lavorare con altri, a meno che non si sottomettano esattamente al suo modo di fare le cose

7)

adotta una modalità di spesa improntata all’avarizia, sia per sé che per gli altri; il denaro è visto come qualcosa da accumulare in vista di  catastrofi future

8)

manifesta rigidità e testardaggine.

 

 


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