Disturbo d’ansia generalizzato

Massacra07

Il Disturbo d’ansia generalizzato è caratterizzato da eccessiva, esagerata ansia e preoccupazione per gli eventi della vita di tutti i giorni senza che ci siano ovvie ragioni per preoccuparsi. Le persone che presentano i sintomi del disturbo d’ansia generalizzato tendono ad aspettarsi sempre un disastro e non possono smettere di preoccuparsi della salute, dei soldi, della famiglia, del lavoro o della scuola. In queste persone, la preoccupazione è spesso irrealistica o sproporzionata rispetto per la situazione. La vita quotidiana diventa un costante stato di preoccupazione, paura e terrore. Alla fine, l’ansia domina il pensiero della persona e interferisce con il funzionamento quotidiano, nel lavoro, scuola, attività sociali e relazioni.

Cosa accade nel corpo quando siamo ansiosi? Si attiva il sistema dello stress, il sistema simpatico e parasimpatico. Vengono secrete sostanze attivanti, come la noradrenalina, la serotonina; queste sostanze intervengono anche nel sistema nervoso e nel sistema endocrino. Potremmo dire con parole semplici che l’angoscia attiva il corpo in due direzioni: l’attacco e la fuga. L’attacco si può presentare come esplosioni di rabbia nei confronti delle altre persone la fuga, si può presentare come evitamento delle relazioni con gli altri.

Quali sono i sintomi del Disturbo d’ansia? L’ansia influisce sul modo in cui una persona pensa, ma può portare anche a sintomi fisici. I sintomi possono includere:

  • Eccessiva, preoccupazione costante e tensione
  • Irrequietezza
  • Irritabilità
  • Mal di testa
  • Sudorazione
  • Difficoltà di concentrazione
  • Nausea
  • Una visione non realistica dei problemi
  • La necessità di andare in bagno di frequente
  • Stanchezza
  • Tensione muscolare
  • Difficoltà ad addormentarsi o a dormire
  • Tremori

Inoltre, le persone con il disturbo d’ansia generalizzato hanno spesso tipi di disturbi d’ansia (come il disturbo di panico , disturbo ossessivo-compulsivo , e fobie ), possono soffrire di depressione , e / o abusare di droghe o alcool . Nel fenomeno dell’ansia convivono due poli in apparenza opposti: la vita che vuole proteggere se stessa (lo stato di allerta per un possibile pericolo) e la vita che vuole prorompere. Quando l’ansia esprime prevalentemente un’affermazione dell’energia vitale, vuol dire che da un po’ di tempo il soggetto non sta vivendo parti autentiche di sé, che restano compresse fino a una soglia oltre la quale scatta l’allarme, e al contempo la “tracimazione” (qui si comprende come i due poli siano opposti solo in apparenza). L’ansia raccoglie in tal senso nella medesima sintomatologia lo sfogo di accumuli energetici di diversa natura (sessuale, fisica, creativa, spirituale); esiste cioè la difficoltà a lasciar fluire liberamente la forza vitale e il talento personale, inteso come “propria unicità”. Infatti, dietro a vari disturbi d’ansia c’è sempre la sensazione di non riuscire a “dire la mia”, a ” essere me stesso”, a fare le cose “a modo mio”. Le personalità ansiosa è cresciuta in un’atmosfera di precarietà e di senso di imminenza in cui ha avuto grande influenza la famiglia di origine oppure tale soggetto è diventato ansioso in seguito un evento negativo che l’assegnato in profondità (trauma).
In alcuni casi l’ansia sfoga la propria energia (e i simboli che essa porta con sé-nel corpo, producendo disturbi fisici. L’intensità del vissuto viene influenzato dall’importanza che viene data a tali eventi e può quindi variare fortemente da persona a persona.

L’ANSIA dal punto di vista PSICANALITICO

Secondo Sigmund Freud, l’ansia (o come lui la definisce, l’angoscia), deriva da una tensione interna causata da forze che in un certo senso tirano da lati opposti. Proviamo di immaginare; se io ho un desiderio di fare qualcosa questo desiderio spinge, è una pulsione lui la definisce così, dall’altro c’è una forza che non mi permette di soddisfare questo desiderio, un impedimento, un divieto. Ma tra il divieto e il desiderio si crea una tensione; questa tensione a lungo andare è l’angoscia. La cosa interessante è che tutto questo meccanismo avviene sotto soglia di coscienza; ciò significa che noi non ci rendiamo conto delle causa della nostra ansia, ma ne sperimentiamo solo l’effetto. Ciò che accade in terapia, è che il paziente porta il suo problema in questo senso: lui sta male ma non riesce a comprendere il perché, si sente agitato ma non conosce la causa della sua agitazione. In questo caso lo psicoterapeuta di formazione psicanalitica sarà attento a rendere l’inconscio conscio. Secondo Heinz Kohut, che ha costruito la teoria del sé, l’angoscia e l’ansia sono legati al tema dell’abbandono, del non riconoscimento del bisogno della dipendenza cioè del riconoscimento del proprio bisogno, dei propri bisogni narcisistici. Questo cosa significa? Significa che i bambini che non sono stati riconosciuti nei loro bisogni narcisistici (bisogno d’amore, bisogno di protezione, bisogno di sostegno,) si sentiranno più insicuri, avranno un livello di autostima molto basso; da adulti questa loro esperienza sarà come inserita nella loro struttura di personalità, nel loro carattere (direbbe W. Reich).