Depressione

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ASPETTI SINTOMATOLOGICI e DESCRITTIVI

In generale nella Depressione possono presentarsi alcuni, o tutti, dei seguenti sintomi:

  • Forte calo di interesse o piacere per molte o tutte le attività consuete;
  • Perdita un aumento dell’appetito del peso; disturbo del sonno;
  • agitazione o rallentamento psicomotorio; affaticabilità o mancanza di energia;
  • Sentimenti di auto svalutazione oppure sentimenti eccessivi o inappropriati di colpa;
  • Diminuzione della capacità di pensare o concentrarsi, o difficoltà a prendere decisioni;
  • Ricorrenti pensieri di morte, ricorrente ideazione suicida.

 

Se i sintomi compromettono l’adattamento sociale si parla di disturbo depressivo maggiore per distinguerlo dal disturbo depressivo minore che non ha gravi conseguenze e spesso fa parte delle normali reazioni ad “eventi luttuosi”.

Oltre alla depressione esistono altri disturbi dell’umore di tipo depressivo.

Fra i principali:

  • distimia (o disturbo distimico): presenza di umore cronicamente depresso, per un periodo di almeno due anni. I sintomi depressivi, nonostante la loro cronicità, in questo caso sono meno gravi e non si presenta mai a un episodio depressivo maggiore.
  • disturbo dell’adattamento con umore depresso: si manifesta come conseguenza di uno o più fattori stressanti  in genere entro tre mesi dall’inizio dell’evento che ha  provocato grave disagio psicologico e compromissione sociale . Di  solito eliminato il fattore di stress, tale depressione scompare entro 6 mesi.
  • depressione secondaria: essa è legata a  malattie psichiatriche e non, o all’uso di farmaci.
  • depressione reattiva: depressione legata ad una situazione scatenante (ad esempio, una separazione, un fallimento, un lutto)   i cui sintomi si dimostrano eccessivamente prolungati e intensi relativamente a quanto accaduto. In questa categoria si possono inserire  le reazioni da lutto  i disturbi  dell’adattamento.
  • depressione mascherata:  principalmente si può  manifestare  con sintomi cognitivi, fisici o comportamentali, a dispetto di quelli affettivi. Sono in realtà  semplicemente amplificati aspetti non affettivi della depressione.

Tra gli altri disturbi dell’umore che includono sintomi depressivi, infine,  si possono citare un’alterazione dell’umore con caratteristiche depressive contrassegnate da agitazione e irritabilità detta la disforia e  quelle patologie dove vi è alternanza di episodi depressivi maggiori o minori con episodi maniacali o ipomaniacali chiamate disturbi bipolari.

La classificazione non si riduce semplicemente a queste poche categorie, in quanto esistono varie sottocategorie per i tipi elencati, oppure depressioni tipiche di alcuni eventi particolari, come ad esempio la depressione post-partum.

PUNTO DI VISTA PSICANALITICO E SIMBOLICO

Seguendo gli studi di Freud, Abraham ha successivamente elaborato l’ipotesi che un importante precursore delle inclinazioni depressive sia l’esperienza di una perdita prematura. Dal punto di vista psicanalitico si era osservato che le persone che vivevano stati depressivi si isolavano dagli altri e dirigevano verso di sè la maggior parte dei propri affetti negativi: si odiavano in modo sproporzionato rispetto alle loro mancanze. In generale, ogni situazione che produce un senso di perdita (in ogni ambito) può innescare la crisi se giunge in un momento di fragilità emotiva. Nel periodo della psicanalisi classica quando i fatti venivano descritti in termini di pulsioni, libido e aggressività, questo fenomeno veniva definito “sadismo (aggressività) contro il proprio Sé, o rabbia rivolta all’interno”.

Il modello dell’aggressività verso l’interno è coerente con l’osservazione che le persone depresse solo raramente provano una rabbia spontanea o non conflittuale a proprio vantaggio. Invece si sentono colpevoli; é un senso di colpevolezza diffuso cosciente ed egosintonico. Un altro affetto importante vissuto dalle persone con psicopatologia depressiva è quello della tristezza. Il male e l’ingiustizia le angosciano. A volte i termini “tristezza” e depressione” diventano praticamente sinonimi.

LE TRE PAROLE CHIAVE DELLA DEPRESSIONE.

Perdita. Almeno inizialmente ogni crisi depressiva è legata ad una reazione alla perdita di qualcosa che va considerato come vitale ed essenziale alla propria vita. Pensiamo ad esempio ad un lutto, alla perdita di una persona cara; non c’è solo il dolore per la morte ma anche una sorta di ripiegamento su di sé per chi sente di aver perso una parte di se stesso; ciò è dovuto agli investimenti psicologico-affettivi che erano stati fatti su quella persona. L’elaborazione del lutto è il processo doloroso di disinvestimento e re-investimento su altri aspetti della propria vita. Generalmente la perdita può riguardare uno o più elementi: oltre al legame affettivo, può essere legata ad un contesto sentito come familiare, ad un ruolo a cui si era fortemente identificati, ad un’immagine di sé,  eccetera. Anche un cambiamento può comportare una leggera depressione.

Crisi. Spesso il cambiamento comporta una crisi dove lo stile di vita precedente viene meno. “Muore” qualcosa che c’era prima per lasciar “spazio” al nuovo; si rompe un equilibrio sperimentato precedentemente. Questo processo viene vissuto come perdita, ma possiamo vederlo anche come opportunità, anche se nel momento della caduta dell’umore e della forte sofferenza che si percepisce sperimentiamo sono il primo aspetto (la perdita). Da questo punto di vista la depressione, ad un certo livello di intensità, rimanda ad un momento di trasformazione.

Trasformazione e rinascita. Paradossalmente osservando il processo depressivo nel suo insieme possiamo scorgere anche il suo lato positivo e creativo. Il momento di depressione non accade a caso. Esso esprime il grande tema della morte-rinascita che è presente in tutta la natura. È un momento di passaggio da uno stato ad un altro. Non a caso nell’antica tradizione cinese l’autunno viene associato alla tristezza. È il momento in cui in natura si chiude una stagione solare dove tutto si esprime all’esterno (sole, foglie, fiori e frutti … Amori) e si entra in una dimensione di ritiro dal mondo (l’autunno e l’inverno, il buio), c’è una sorta di introversione, di ripiegamento; sul piano dell’uomo cresce il desiderio di ritirarsi (“nei propri appartamenti”) nel proprio mondo interno. È una sorta di “morte”. Ed è da questa sorta di ritiro, di buio, come dal ventre di una madre, che nasce qualcosa di nuovo. Abbiamo bisogno che “il nuovo potenziale” passi attraverso questa fase embrionale. Allora da questo punto di vista simbolico possiamo riconoscere la depressione come un segno che indica che c’è qualcosa da cambiare anche se non lo riconosciamo e cerchiamo di resistere.

Quando il livello di depressione e profondo è grave è utile ricorrere agli psicofarmaci ma, sia in questo caso che in quelli di lieve stato depressivo (soprattutto) non dev’essere mai l’’unica soluzione. È necessario ricorrere a un consulto di tipo psicoterapico per avere una giusta visione del proprio stato psichico.