B) La seconda categoria è caratterizzata da:
- Ricorrenti
abbuffate (solitamente si
tratta di cibi ipercalorici) seguite da
- attività
compensatorie (digiuno,
attività fisica eccessiva) o
- condotte
di eliminazione.
A differenza delle anoressiche-bulimiche, costoro riescono a mantenere un
peso corporeo maggiore. Solitamente queste abbuffate avvengo di nascosto dagli
altri, e son dovute a: stati dumore depresso, condizioni di stress, fame dopo
aver fatto una dieta drastica, sentimenti dinsoddisfazione. La crisi bulimica
è dovuta alla perdita di controllo.
Anche in questo caso troviamo 2 sottogruppi:
- BULIMICHE con condotte di eliminazione.
- BULIMICHE senza condotte di eliminazione (corrispondono all'OBESITA).
La terza categoria è rappresentata
da quei disturbi che rispecchiano sia il quadro dellanoressia che della
bulimia, con alcune variante: per es. compare il ciclo mestruale (che non cè
nellanoressia vera e propria) e non ci sono un numero di abbuffate così frequenti
come invece accade per la bulimia. Tra questi disturbi compaiono anche I
DISTURBI DI ALIMENTAZIONE INCONTROLLATA (è il caso di molte persone obese),
colpiscono più le donne che gli uomini, però rispetto allanoressia e bulimia,
gli uomini sono più numerosi.
CARATTERISTICHE PSICOLOGICHE di una persona che ha un disturbo alimentare:
Rispetto al CORPO :
- attenzione
eccessiva al corpo
- disturbo
dello schema corporeo
- percezione
distorta della fame e della sazietà
- credenze
disfunzionali sull'alimentazione e sul metabolismo
Le persone con disturbo alimentare pongono eccessiva enfasi sulla forma e
sul peso del proprio corpo, hanno una visione distorta del corpo, e un disturbo
dello schema corporeo (è il risultato delle elaborazioni che il cervello compie
in continuazione rispetto alle informazioni che gli arrivano dallesterno e
dallinterno del corpo stesso). Come diceva Freud abbiamo un "Io
corporeo" come primo livello di conoscenza di noi stessi. Le persone con
tali disturbi hanno una distorta percezione del corpo nello spazio e nel tempo,
stimano in modo non corretto il proprio corpo, per es. le anoressiche lo
percepiscono più grande di quello che è in realtà; al contrario ci sono persone
che vestono in modo attillato pur essendo grasse. Notiamo che più è distorto lo
schema corporeo e più grande è il problema. Per
le anoressiche il corpo è lo strumento per raggiungere la perfezione, che
corrisponde allessere magre. Per
lobeso, il corpo rappresenta qualcosa di cui vergognarsi, un fallimento
personale su tutti i fronti.
Per quanto riguarda il disturbo nella percezione della fame e della
sazietà, possiamo aggiungere che per es. le anoressiche non sanno
"quando" hanno fame, e le bulimiche non sanno "quando" sono
sazie, non hanno dei parametri adeguati. Ci sono anoressiche che dopo aver
mangiato solo 2 biscotti dicono di sentirsi piene; ci sono invece bulimiche che
non percepiscono la differenza nel mangiare una fetta di torta o tutta la
torta, perché per loro è la stessa cosa. Inoltre esse hanno credenze
disfunzionali sullalimentazione e sul metabolismo, sembra un paradosso eppure
sanno tutto sulle calorie dei cibi, ma non avvertono i rischi ai quali vanno
incontro e ai danni che provocano allorganismo con il loro comportamento (di
eliminazione, compensazione uso eccessivo di lassativi, diuretici, ecc.)
Rispetto al DEFICIT DI AUTOCONSAPEVOLEZZA:
Ricollegandoci al discorso di prima, queste persone non sono consapevoli
dei danni che possono auto procurarsi; e ricordiamo che la denutrizione può
causare alterazioni e scompensi seri agli organi del corpo. Altro aspetto
importante da evidenziare è che esse hanno difficoltà nel capire i propri stati
interni, le sensazioni che provano (come la fame, la sazietà, il senso di vuoto,
il freddo , il caldo, ecc
.), fanno difficoltà ad esplorare il proprio mondo
interiore: sono incapaci di sentire, riconoscere, esprimere le proprie emozioni
e i propri stati interni, sono incapaci di dare un significato, un nome alle
emozioni), i propri desideri (non sanno bene COSA vogliono, hanno sempre
bisogno di ricevere una conferma dallesterno). Non dimentichiamo che le
emozioni sono importanti e fondamentali per far sapere a noi stessi e agli
altri come stiamo, cosa proviamo.
Rispetto all'AMBIENTE: cè il tema
- dell'INVASIONE-INTRUSIVITÀ
- del GIUDIZIO
- delle
ASPETTATIVE e DELUSIONI
- della
PERFEZIONE della SESSUALITÀ
Per queste persone è fondamentale il ruolo dellambiente
che li circonda proprio perché non riuscendo a capire le proprie emozioni, i
propri desideri, le cose che vogliono, esse hanno bisogno di avere una continua
conferma dallesterno; ma allo stesso tempo sono molto sensibili a questa INTRUSIVITA. Da una parte non possono
fare a meno di essa (perché non saprebbero come e cosa fare), dallaltra però
si sentono "invase", perché non riescono a porre dei confini tra sé e
il mondo. Lambiente per loro è importante perché non sanno farne a meno
(avendo sempre vissuto in modo che fossero gli altri a decidere per loro); si
tratta di persone insicure, che non sanno ciò che provano, pensano, ecc
In
terapia è importante che tali pazienti, imparino a costruirsi dei confini
rispetto allambiente, poiché lincapacità di porre dei limiti li porta spesso
a sentirsi invasi dagli altri. Essi devono imparare a costruirsi una propria
identità personale e non una risposta allambiente.
Rispetto al tema del GIUDIZIO
possiamo dire che queste persone sono molto sensibili al giudizio degli altri
nei loro confronti, ricercano sempre giudizi e conferme esterne, poiché sono
indispensabili per conferirgli un valore personale, perché
sono insicure rispetto allimmagine di sé.
Ricevere un giudizio negativo sul proprio fisico, può innescare il
famoso meccanismo di iniziare per es. una dieta ferrea, con il conseguente
circolo vizioso dal quale è difficile uscirne. Il concetto di valore come persona, non esiste per
costoro; esse si sentono vuote ma in realtà non lo sono, il fatto è che non sono state abituate a guardare dentro di sé.
Secondo loro, il valore di una persona dipende dalla prestazione e non dal
proprio essere. Il famoso "vuoto" di cui parlano spesso le
anoressiche , in realtà è un "pieno" non riconosciuto; esse hanno le
sensazioni fisiche corporee, ma non sono abituate a sentirle.
Per quanto riguarda il tema delle ASPETTATIVE
e DELUSIONI, notiamo che le persone con disturbi alimentari hanno delle
super aspettative su se stesse e sugli altri, e inevitabilmente rimangono poi
deluse. Possono per es. rimaner deluse per aver idealizzato troppo laltra
persona e per averla investita solo di valori positivi, non facendo i conti con
la realtà.
Sul tema della PERFEZIONE diciamo
che i livelli di autostima di queste persone sono fortemente condizionati dalla
forma e dal peso corporeo. Lessere magri o grassi condiziona la costituzione
di una propria identità personale. Raggiungere la perfezione quindi diventa
lunico modo per ricevere giudizi positivi. Costoro si propongono delle
aspettative molto alte, senza tener conto delle effettive probabilità di
farcela. Il perfezionismo al quale tendono le anoressiche per es., le porta ad
essere delle brave studentesse, le prime della classe.
Ultimo tema: la SESSUALITA.
Lessere magre rappresenta una bellezza
desessualizzata, non volgare, con la restrizione alimentare infatti, si
cancellano le parti del corpo che potrebbero risultare erotiche (seno, sedere,
fianchi, ecc
.). Inoltre la mancanza di ciclo mestruale rende incapace la
riproduzione, quindi scompaiono i segni della sessualità. Per queste persone la
sessualità nei rapporti di coppia non è fondamentale; la persona obesa invece,
vergognandosi del proprio corpo, cerca di evitare rapporti intimi, si è
riscontrato poi che allaumento di peso corrisponde un diminuito interesse per
lattività sessuale.
I FATTORI CHE POSSONO PORTARE ALLO SVILUPPO E AL MANTENIMENTO DEI DISTURBI
ALIMENTARI :
I FATTORI DI RISCHIO: sono
quei fattori che vanno dal concepimento alla comparsa del comportamento. Si
possono classificare in base al:
- GENERE: E
stato riscontrato che i disturbi alimentari sono maggiormente presenti nelle
donne;
- GRUPPO ETNICO:
a seconda del gruppo di appartenenza cè più possibilità di sviluppare il
problema, esso infatti è tipico dei paesi industrializzati, dove cè abbondanza
di cibo;
- CLASSE
SOCIALE: rispetto alla classe non si rileva nessuna prevalenza particolare,
oggi è un problema che riguarda classi omogenee, mentre un tempo si pensava
appartenesse più alla classe medio-alta;
- CULTURA e
SOCIETA: vivere in una determinata società piuttosto che in unaltra, potrebbe
essere un fattore di rischio. Noi viviamo in una società dove si è
continuamente bersagliati da mass-media che valorizzano moltissimo limmagine
di donne magrissime (vedi le fotomodelle);
- LETA: letà
media dinsorgenza riguarda maggiormente il periodo adolescenziale;
- FATTORI
FISICI: coloro che hanno avuto un problema gastrointestinale e coloro che hanno
avuto problemi di obesità (o i loro stretti familiari), hanno maggior
probabilità di sviluppare il disturbo alimentare;
- ABUSO
SESSUALE e TRAUMI VARI: Labuso è un fattore di rischio aspecifico (poiché non
è detto che chi ha subito un abuso sviluppi questo problema), comunque può
incidere molto;
- STORIA PSICHIATRICA
FAMILIARE: Cè un rischio maggiore di sviluppare tale disturbo, se si hanno
familiari di primo grado con un disturbo dellumore o che hanno già avuto un
problema alimentare;
- Fattori di
rischio PSICHIATRICI-PSICOLOGICI DELLINDIVIDUO: sebbene non ci siano
studi che confermano in modo evidente lincidenza di tali disturbi, un quadro
psichiatrico che si rileva spesso nelle persone con disturbi alimentari è
quello di tipo depressivo e ansioso. E emerso che alcune anoressiche hanno una
struttura di base più ossessiva, mentre nelle bulimiche si riscontra una
struttura più borderline;
- FAMILIARI: Si
riferiscono alle dinamiche relazionali familiari. Lambiente familiare è un
fattore molto importante caratterizzato: dallatteggiamento dei genitori nei
confronti del figlio, dalle comunicazioni interpersonali, ecc
.; possono
esserci genitori eccessivamente invadenti o poco presenti, o addirittura
assenti.
FATTORI PRECIPITANTI: sono
quei fattori che aumentano il rischio di sviluppare il disturbo alimentare. Precipitante
perché un evento di per sé normale o che tutti fanno (come per es.
ladolescenza) viene invece vissuto con un altro significato, che può far
precipitare la situazione. Tutto dipende dal significato che la persona dà ad
un certo evento.
Questi fattori possono essere così riassunti:
DIETA FERREA: le persone che attuano questo tipo di dieta presentano delle
caratteristiche cognitive particolari come lessere perfezioniste e un pensiero
"o tutto o nulla", che condizionano maggiormente questo modo di fare
la dieta. Questa dieta viene fatta o saltando i pasti (e poi perdendo il
controllo) o riducendo le porzioni, cercando di eliminare certi cibi definiti
"cattivi", sono diete rigide, ipocaloriche.
Ricordiamo che: la prima fase
della dieta è chiamata "LUNA DI MIELE" proprio per evidenziare il
fatto che tutto sembra andar bene, queste persone riescono a condurre una vita
normale: avere un fidanzato, andare a ballare, in palestra, esser le prime
della classe, ecc..
Nella seconda fase inizia
lossessione per il cibo, si sente la fame, si tende a voler mangiare, con la
paura però dingrassare, ed è qui che sinnesca il famoso meccanismo.
Nella terza fase compaiono le
emozioni negative quali: depressione, irritabilità, isolamento sociale, ecc
.
Nellultima fase, scompare lossessione per il cibo, le persona è sempre in
movimento, si è incapaci di star fermi e rilassati (iper-eccitazione). Spesso
si viene ricoverati per il calo di peso eccessivo, il corpo non ha più risorse,
possono comparire anche problemi psicotici, disturbi del sonno, ecc
.
La PUBERTA: essere in questa fase della vita porta di per sé dei
cambiamenti fisici, psicologici, che ognuno di noi ha sperimentato, ma siccome
si tratta di un momento particolare, può esser vissuto da alcuni con un certo
significato, e da altri no.
LASCIARE la PROPRIA FAMIGLIA o fare un VIAGGIO da soli: per es.
allontanarsi da casa per andare a studiare in Inghilterra, può rappresentare
per alcune persone un momento di distacco, che può esser vissuto in vari modi,
a seconda della persona, e ciò potrebbe aumentare il rischio di sviluppare
problemi alimentari.
RICEVERE COMMENTI SPIACEVOLI sul proprio aspetto fisico, potrebbe
esser la miccia per innescare il famoso meccanismo. Ricordiamo che stiamo
parlando di persone molto sensibili, e un commento sul loro aspetto fisico, in
un dato momento potrebbe esser percepito in modo negativo, ferendo la loro
autostima.
Un LUTTO di una persona cara e significativa: può rappresentare
la mancanza, un vuoto lasciato da una persona amata che non si sa più come
colmare, può far cadere in depressione e manifestare tali disturbi per
esprimere la propria sofferenza.
Tra gli altri fattori di rischio troviamo anche: laffrontare una MALATTIA.
FATTORI PERPETUANTI: sono
quei fattori responsabili di rendere il disturbo cronico, e non più lieve e
transitorio:
FATTORI COGNITIVI: le
caratteristiche psicologiche delle persone possono influire su tale
comportamento.
FATTORI INTERPERSONALI:
riguardano le relazioni che si instaurano con le altre persone come:
lamicizia, lamore, rapporti professionali, familiari, ecc.
che possono
incidere molto sul disturbo, soprattutto se si verificano crisi e rotture la
situazione può bruscamente precipitare, mentre linstaurarsi di una relazione
significativa può aiutare a star meglio.
FATTORI COMPORTAMENTALI:
riguardano i comportamenti che si adottano come per es. i comportamenti di
compensazione, i quali portano al mantenimento del problema e non a risolverlo,
rafforzando maggiormente il meccanismo innescato.
Rispetto alla TERAPIA è importante aiutare queste persone a
riconoscere i propri stati interni e le
sensazioni propriocettive (caldo, freddo, fame, vuoto, ecc
.), devono
imparare a leggere i propri stati
mentali, a riconoscere le emozioni (infatti hanno difficoltà nel
distinguere: la rabbia, il dolore, la sofferenza, ecc
.) permettendogli di
esercitare le proprie scelte in modo autonomo. Il terapeuta da parte sua deve
evitare di dar giudizi e opinioni che invece il paziente potrebbe far propri.
Scopo del lavoro terapeutico è insegnare a sostituire unazione impropria
(es. labbuffarsi) con un comportamento adeguato al senso della compulsione
(es. sentimenti di rabbia, paura, ecc
.).E importante che una bulimica, dopo
essersi abbuffata riesca a capire cosa lha spinta a riempirsi in quel modo
sproporzionato, a identificare una
circostanza emotiva. Il paziente deve imparare ad esprimere le proprie
emozioni, la via somatica non devessere la sola via percorribile, deve
ritrovare un equilibrio interno. Il trattamento consiste nel far evolvere il
paziente da una condizione di confusione mentale in cui si trova, aiutandolo a
identificare i propri bisogni e combattendo il senso profondo di disvalore che
prova cercando di mantenere un controllo sul proprio corpo.
La terapia non è basata sul sintomo, ma è indirizzata a ottenere cambiamenti interni, cercar di convincere il
paziente che non è grasso o che non soffre di una malattia organica, è un
lavoro inutile. Gli viene presentato un nuovo modo di entrare in relazione con
gli altri, opposto a quello sperimentato fino ad allora, quando cera una
figura importante che gli spiegava cosa doveva fare e cosa doveva provare. Il
paziente psicosomatico cercherà sempre di esprimere fisicamente cognizione ed
emozione , invece deve imparare ad andare oltre il messaggio somatico. E
fondamentale giungere alla capacità di esprimere emotivamente e se possibile
anche linguisticamente i propri vissuti, è molto importante che riesca ad
arrivare a una piena espressione di sé superando lalessitimia. La terapia deve fondarsi non su una modificazione
sintomatica, ma sulla ristrutturazione di schemi emotivi e cognitivi.
Lobiettivo è raggiungere un equilibrio interno.